Un manto stradale più costoso inizialmente, ma più sostenibile, soprattutto da un punto di vista economico su un arco temporale più ampio. (Leggi il nostro articolo sull’asfalto con lo zucchero). Il segreto? Una miscela di asfalto anti-buche in cui la ghiaia è sostituita da scorie di acciaio, residuo della fusione tra minerale di ferro. Un’ipotesi interessante quella frutto di una ricerca pubblicata su Communications Earth & Environment, realizzata da un nutrito gruppo di studiosi della Southeast University di Nanchino e del Senseable City Lab del MIT di Boston, tra cui ci sono due nomi italiani, Carlo Ratti e Paolo Santi.
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Fonte articolo Rinnovabili
