Il settore delle costruzioni e demolizioni è il principale motore della produzione di rifiuti speciali e ha generato da da solo 90,4 milioni di tonnellate (il 52,5% del totale nazionale). Seguono a distanza trattamento rifiuti e risanamento (23,1%), attività manifatturiere (15,9%), altre attività economiche (8,5%). È la fotografia che emerge dal Rapporto Rifiuti Speciali dell’Ispra, giunto alla sua venticinquesima edizione, secondo il quale nel 2024 la produzione complessiva di rifiuti speciali derivanti da attività industriali, commerciali, artigianali, di servizio, di trattamento rifiuti e risanamento, ha subito una netta accelerazione, superando i 172 milioni di tonnellate e registrando un incremento del +4,6% rispetto al 2023 (circa 7,6 milioni di tonnellate in più).
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Fonte articolo Il Sole 24 Ore
