La rivoluzione verde non si gioca solo su pannelli solari, auto elettriche e pale eoliche. Dietro la promessa della decarbonizzazione si nasconde una partita molto più concreta: quella per il controllo delle materie prime critiche. Perché oggi la geopolitica non passa soltanto dal petrolio o dal gas. Il vero potere è nel sottosuolo. Litio, cobalto, nichel, rame e terre rare sono diventati i nuovi “oro nero” della transizione energetica. Senza questi minerali, batterie, reti elettriche e impianti rinnovabili semplicemente non esisterebbero. E la domanda è destinata a esplodere: entro il 2040 il fabbisogno globale di questi metalli potrebbe quadruplicare.
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Fonte articolo blastingnews
