Il decreto “anti eco-crimini” varato dal Consiglio dei ministri alza la tutela penale dell’ambiente e prova a colpire anche la filiera: inquinamento ambientale più severo, nuovo reato per chi mette in circolazione prodotti che inquinano, ritocchi quando dall’eco-delitto derivano lesioni o morte, aggravanti contro profitto e falsi documentali. Nel pacchetto entrano anche due nuovi capitoli penali su ozono e gas a effetto serra (con rinvio ai regolamenti Ue), una stretta sulla responsabilità 231 degli enti e una “macchina” istituzionale basata su dati, coordinamento in Cassazione e Strategia nazionale
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Fonte articolo Il Sole 24 Ore
